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Chatbot, l'automa che gestisce le relazioni al posto tuo

chatbot

Un chatbot è un software che dialoga con te. O, meglio, è un software che dialoga con i tuoi clienti.

Un assistente virtuale capace di rispondere su una serie di argomenti. Il nome è composto da due parole: chat, dall’inglese chiacchierare, e bot, ovviamente da robot.

Un chatbot è, in pratica, una chat interattiva dove il nostro interlocutore non è un essere umano ma un assistente virtuale, con cui è possibile parlare e che è in grado di rispondere a una serie di domande. Con enormi vantaggi per il tuo business.

Non deve tuttavia essere banalizzato alla stregua di una chat un po' più evoluta: un chat bot è una vera e propria forma di intelligenza artificiale che diventerà sempre più importante nei prossimi anni

La vera sfida, per gli sviluppatori, è quella di riuscire a riprodurre i processi cognitivi umani, che sono notoriamente contraddistinti da una elevatissima complessità e che, per alcuni osservatori, hanno alla base una componente di conoscenza “innata” che corrisponderebbe al bagaglio di conoscenze base con cui un neonato viene al mondo.

Nell’impossibilità di poter sfruttare questo bagaglio, il compito dei programmatori è quello di sottoporre i sistemi di chat bot a stimoli mirati, che permettano di rispondere alle richieste dell’uomo dall’altra parte dello schermo. E proprio qui sta la difficoltà: i quesiti umani sono potenzialmente infiniti e attualmente non esiste un sistema in grado di gestirli tutti.

Alla base ci sono concetti complessi, come quelli legati all’evoluzione del deep learning, che nei prossimi decenni ci consentiranno di avere forme di intelligenza non umana sempre più evolute.

I chat bot più famosi sono Siri, l’assistente virtuale per iPhone, iPad e iPod touch, Google Now, l’assistente virtuale per smartphone e tablet Android, e Cortana, che si occupa di darci una mano nella nostra interazione con Windows 10.

Molti però non sanno che un interessante chatbot è online e nasce da un progetto italiano: il suo nome è Eloisa  (Easy LOgic Intelligent Software Automa), ed è in grado di comprendere ben 9 lingue diverse, comprese il russo e il latino.

Un esempio molto più avanzato lo abbiamo con Nadia, un sorprendente assistente virtuale dalel sembianze perfettamente umane che ha la voce dell’attrice Cate Blanchett, realizzato per il governo australiano che può così dialogare meglio e fornire una serie di informazioni utili a persone con disabilità. La novità in questo caso è la capacità dell’avatar di leggere e interpretare le espressioni dell’interlocutore umano grazie alla telecamera del pc o del dispositivo mobile utilizzato da quest’ultimo.

 

 

L’intelligenza artificiale di Nadia si basa su IBM Watson, lo stesso software utilizzato per il robot Pepper: anche lui aspira a diventare il primo robot al mondo capace di interpretare le espressioni e lo stato d’animo umano, sfruttando la cosiddetta intelligenza emozionale.

 

 

Se poi non ci si vuole accontentare di un "semplice" software, allora non resta che provare Azuma Hikari, un ologramma che "vive" e si materializza all'interno di un hardware ad-hoc: magari si fatica a crederlo, ma in Giappone accade pure questo

 

 

Ma è nelle possibili applicazioni industriali che le chat bot risultano perfette per impartire semplici ordini e per ottenere informazioni puntuali.

Sono già in fase di sviluppo avanzato delle soluzioni pensate per le imprese capaci di fornire indicazioni puntuali ovunque ci si trovi grazie a chat che lavorano direttamente sulla base dati aziendali, attingendo ai database principali, elaborando informazioni e fornendo risposte sempre aggiornate senza la necessità di alcuna riprogrammazione da parte dell'utente. E’ così possibile essere informati, in real time, sull’andamento dell’impresa in modo accurato e veloce, e senza dover ricorrere alla comunicazione umana.

Ciò può presentare svantaggi e vantaggi, ma indubbiamente un assistente virtuale riesce ad rendersi disponibile h24 e non avrà mai tentennamenti dovuti a sbalzi di umore...

In particolare, i chatbot possono essere un efficiente intermediario tra l'azienda e i suoi clienti soprattutto nella prima fase di contatto, quando le persone iniziano a conoscere l'attività e vogliono avere informazioni, ancora piuttosto generiche, sui prodotti e/o servizi offerti.

Per erogare un chatbot non servono hardware o software particolari, né costosi: si tratta di programmi che, per quanto avanzati, si integrano perfettamente con i social network, le app per smartphone e i siti Web realizzati con i CMS più diffusi quali Joomla e Wordpress. In particolare Facebook mette a disposizione sul proprio servizio di messaggistica Messenger la possibilità di realizzare un bot specifico e personalizzarlo al 100%.

Dal punto di vista commerciale, è possibile identificare 4 categorie di chatbot:

1. Customer Service Bot: è la tipologia di chatbot più comune e più richiesta. Questi chatbot sono programmati per fornire orari, informazioni, link e altri servizi utili per gli utenti. Sono utilizzati da aziende che devono gestire un grande numero di richieste ridondanti e ripetitive.

2. E-commerce Bot: sono chatbot più sofisticati, utilizzati dalle piattaforme e-commerce. Forniscono agli utenti informazioni su offerte e promozioni, e suggeriscono quale prodotto potrebbe interessargli in base alla cronologia di navigazione. Insomma, si comportano come il perfetto commesso di un negozio.

3. Information Bot: questi chatbot consentono all’utente di ricevere notifiche sullo smartphone o sul desktop, che riguardano notizie o informazioni basate sui loro interessi. È il caso delle testate giornalistiche e dei siti di news che vogliono mantenere aggiornati i propri utenti.

4. Event Bot: sono chatbot utilizzati solitamente da aziende che organizzano eventi temporanei come fiere ed eventi per gestire un afflusso consistente di utenti in un periodo di tempo limitato.