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Dalla UE 6,7 miliardi per i trasporti nell'Est Europa

finanziamento trasporti est-europa

Bruxelles ha approvato il maxi-finanziamento per ammodernare strade e ferrovie in Romania, Paesi baltici e Polonia. Secondo gli addetti ai lavori, potranno smuovere investimenti fin quasi a 10 miliardi. Da Ansaldo a Salini Impregilo, potrebbero essere buone opportunità per i gruppi tricolori.

Si tratta di Un ambizioso progetto dell'Unione europea per lo sviluppo dei trasporti in Romania, Paesi baltici e Polonia apre interessanti prospettive per i big italiani del settore. La Ue ha approvato uno stanziamento di 6,7 miliardi per l'ammodernamento della rete di trasporti.

E' un momento importante del completamento dell'Unione, visto che specie nei paesi diventati membri più di recente le strutture ferroviarie, stradali, portuali sono rimaste indietro, e trascurate prima nel mezzo secolo di guerra fredda poi nei difficili 25 anni di transizione all'economia di mercato e alla democrazia.

Il progetto di stanziamento, dicono fonti Ue, potrà sbloccare altri finanziamenti pubblici e privati e far arrivare la cifra a un totale attorno ai 9,6 miliardi. Cifra che già si avvicina al totale delle richieste dei paesi interessati alla Ue, che sono sui 12 miliardi. Un bottino ricco, e molti appalti potranno vedere aziende italiane tra quelle con le migliori chances, dalla Salini Impregilo che già si è fatta apprezzare per le metro da Copenhagen a Varsavia, ai produttori del ferroviario (Alstom Italia, Ansaldo-Hitachi) che già hanno fornito Pendolini a Finlandia, Polonia e Cèchia e treni regionali a Norvegia e altri paesi, alla Astaldi e alle Condotte per le reti stradali. Senza parlare delle aziende esperte nella costruzione, ampiamento o ammodernamento dei porti.

I progetti selezionati per il finanziamento Ue sono in gran parte legati al piano delle reti transeuropee. Tra i principali, il ripristino della tratta ferroviaria Brasov-Sighisoara in Romania, il collegamento ferroviario Aveiro-Vilar Formoso in Portogallo, lo sviluppo nei paesi baltici della linea ferroviaria-corridoio a scartamento europeo - dato che nei decenni dell'occupazione sovietica a Estonia, Lettonia, Lituania Mosca impose lo scartamento russo, diverso da quello standard dai tempi degli Zar per ostacolare invasioni - e l'ammodernamento della linea ferroviaria tra Cracovia e Zabrze in Polonia.

Ma molte altre linee ferroviarie e collegamenti stradali necessitano di urgenti interventi, e senza l'intervento europeo (e i fondi di coesione che i paesi del Centro-Est ricevono da Bruxelles in abbondanza) non sarebbero possibili.

Insufficienza grave delle reti ferroviaria, stradale e autostradale e di conseguenza intasamento ai confini e trasporti lenti, sono un grave problema che rallenta l'export danneggiando la macroeconomia di tutta l'Unione europea: sia dei nuovi membri sia degli investitori occidentali che producono in loco per esportare ovunque, come molti big del manifatturiero italiano, da Fca a Brembo a Prysmian ad Alenia per citarne solo alcuni.

​Secondo Violeta Bulc, commissaria europea responsabile per i Trasporti, "i progetti incrementeranno la sicurezza, la sostenibilità e l'efficienza delle infrastrutture europee sia per i passeggeri sia per le imprese, e mi rallegro di notare che una parte dei finanziamenti andrà anche alla regione dei Balcani occidentali, che così potrà avvicinare il livello delle proprie infrastrutture a quello della Ue".