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La startup finlandese che dà lavoro ai migranti

E' finlandese, si chiama Startup Refugees e vi hanno già aderito oltre 300 imprese, piccoli imprenditori, business angels e centri di ricerca.

Migranti come risorsa, come leva per far ripartire l’economia di un Paese. Se Svezia, Danimarca e Austria hanno attivato misure che sospendono o limitano il trattato di Schengen sulla libera circolazione di cittadini Ue ed Extra UE, la Finlandia ha deciso di confrontarsi con il sempre crescente numero dei richiedenti asilo partendo dalle loro conoscenze e abilità per creare nuova occupazione partendo dai centri di accoglienza.
 

Così a settembre 2015 è nato Startup Refugees, un network no-profit ideato dalla GimmeyaWallet Productions Ltd che supporta l’occupazione e l’imprenditorialità dei richiedenti asilo aiutandoli a connettersi con il mercato lavorativo locale, al tempo stesso infondendogli nuova linfa. Nel Paese infatti la disoccupazione riguarda il 9,4% dei circa 5 milioni e mezzo di abitanti, e quella giovanile tocca il 22%. Alla fine dell’estate scorsa il numero dei richiedenti asilo arrivati nel Paese (le ultime stime parlano di 50mila richieste) ha sorpreso tutti.

Il procedimento per fare richiesta è diventato drammaticamente più lento: era presumibile che i migranti avrebbero aspettato nei centri di accoglienza senza nulla da fare per mesi, o anche un anno, prima di avere una risposta”, ha spiegato Camilla Nurmi, coordinatrice di Startup Refugees. “Molti richiedenti asilo hanno fatto studi specialistici, conoscono un mestiere e rappresentano un grande potenziale per il nostro mercato del lavoro”.

E allora ecco l’idea: trasformare i centri di accoglienza in luoghi vivi, vibranti, il più possibile autogestiti dai richiedenti asilo, dove circolano idee e saperi, si tengono workshop, si fa mentoring e nascono attività imprenditoriali supportate dal network di Startup Refugees.

Al momento nei centri di accoglienza sono state inaugurate lavanderie, scuole, asili nido, un negozio di tessitura di tappeti e un media center. Entro pochi giorni apriranno un ristorante e un salone da barbiere.  Ed è proprio la storia legata a questo salone da barbiere una alle quali Camilla Nurmi tiene di più. Un barbiere terrà un corso per insegnare la cultura d’impresa e la legislazione finlandese per aprire un’attività di questo tipo in Finlandia. Donerà attrezzature agli allievi del suo corso, che poi apriranno attività di questo tipo nei centri di accoglienza.

Nel mondo del lavoro finlandese avere buone referenze conta tantissimo. Ecco perché i richiedenti asilo impegnato in queste attività otterranno diplomi e lettere di raccomandazione così da avere migliori opportunità al momento dell’ingresso nel mondo del lavoro. Anche la Croce Rossa Finlandese adotterà un modello simile nelle proprie reception.

“È stato il potenziale delle persone che abbiamo incontrato a ispirarci – ha continuato la coordinatrice del progetto - così abbiamo iniziato a immaginare come, in un paio d’anni, in Finlandia sarebbero potute nascere svariate attività e società, da startup tecnologiche a ristoranti, supportando e indirizzando conoscenze e intelligenze arrivate da noi”.

Al momento sono richieste capacità e esperienza nel creare microimprese, oltre a professionisti che sappiano parlare l’arabo, artigiani e cuochi. Per esempio, ha continuato Camilla, alcuni migranti arrivano da Paesi dove  la microimprenditorialità in settori come il customer service è più sviluppata che in Finlandia, quindi dovrebbero esserci opportunità di questo genere. “Ma ci sono anche aziende in cerca di manodopera che si stanno già rivolgendo a Startup Refugees per cercare forza lavoro”.

Nei primi mesi del 2016 verrà lanciata una piattaforma web di servizi per l’impiego e nel corso dell’anno ai migranti verrà data l’opportunità di portare la propria idea in incubatori d’impresa e ricevere fondi e finanziamenti per avviarla. “C’è chi ha proposto un’applicazione per gestire la comunicazione e il coordinamento all’interno dei centri e chi si è focalizzato sul mondo del cibo”.


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