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Nota congiunturale sull'economia russa

L’economia russa, dopo aver chiuso il 2014 con un +0,6% (superiore alle attese), si è contratta del 2,2% annuo nel primo trimestre 2015 (rivisto al ribasso in seconda lettura rispetto a una stima flash di -1,9%).

Tutti i settori hanno registrato una contrazione, ad eccezione dell’agricoltura (+2,9%) e dell’estazione delle risorse naturali (+4,9%), soprattutto i comparti produttori di servizi orientati ai consumatori che hanno registrato variazioni negative a due cifre (-22,1% il commercio, -19,5% alberghi e ristoranti, -12,9% trasporti, -12,6% i servizi sanitari).
 

La diminuzione della domanda interna, e in particolare dei consumi privati, è legata al calo di salari reali e
fiducia, all’inflazione che in marzo ha toccato il picco dal 2002 (16,9%) e, infine, al forte rallentamento del credito al dettaglio.

Il più alto costo del capitale e l’incertezza legata alle conseguenze dello scontro con l’Ucraina, a seguito delle sanzioni imposte nel luglio 2014 da UE e altri paesi avanzati (e rinnovate a giugno 2015 fino a gennaio 2016), hanno inciso negativamente sugli investimenti. Le sanzioni occidentali hanno colpito il paese essenzialmente attraverso il canale finanziario, cosicché i processi di acquisto sono stati rallentati dalla maggiore difficoltà di accedere al credito estero.


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