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Nuove tendenze e opportunità in agricoltura

Si chiamano aziende agricole multifunzionali che aggiungono cioè servizi o prodotti all’attività più tradizionale di coltivazione ed allevamento classico.

La svolta nel 2001 quando con la legge di orientamento nasce la multifunzionalità: se prima un produttore di grano poteva produrre solo questo, oggi può anche trasformarlo in seno alla sua azienda e aprirsi così a orizzonti più vasti. In questo modo qualsiasi imprenditore può dare sfogo alla sua creatività, puntando non solo al mercato alimentare, ma a tutti quelli che potrebbero essere coinvolti nella filiera: dalla bioedilizia, alla cosmetica, passando per la farmaceutica,

In Italia sono già 113mila con un aumento record del 48 per cento in tre anni. Ma circoscriviamo un po' il campo.

Secondo la definizione introdotta dalla Commissione agricoltura dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, “oltre alla sua funzione primaria di produrre cibo e fibre, l’agricoltura multifunzionale può anche disegnare il paesaggio, proteggere l’ambiente e il territorio e conservare la biodiversità, gestire in maniera sostenibile le risorse, contribuire alla sopravvivenza socio-economica delle aree rurali, garantire la sicurezza alimentare.”

Il concetto di agricoltura multifunzionale viene introdotto per la prima volta in occasione dell’Earth Summit di Rio nel 1992, per essere poi ripreso nell’ambito delle discussioni relative alla politica agricola comune in ambito europeo. Il primo riconoscimento ufficiale di questa nuova forma di agricoltura avviene infatti con Agenda 2000, un pacchetto di riforme della PAC approvate nel 1999 e relative al periodo 2000-2006.

A partire da quella data, temi come la tutela dell’ambiente e la biodiversità cominciano ad assumere un ruolo sempre più strategico e un peso sempre maggiore nella politica agricola comune, tanto da condizionare sempre più gli aiuti e i finanziamenti dell’Unione Europea verso il settore. In Italia il concetto di agricoltura multifunzionale è espresso e recepito nel Decreto legislativo n. 228 del 2001 ()che, in attuazione della cosiddetta “legge di orientamento del settore agricolo”, pone le basi per una nuova configurazione giuridica e funzionale dell’impresa agraria.

Il concetto di multifunzionalità non va inoltre confuso con quello di diversificazione e multisettorialità, che fanno riferimento a differenti attività agricole, nel primo caso, e a diversi settori di produzione, nel secondo.  In entrambi i casi, infatti, le imprese in questione non avranno necessariamente più di una funzione, requisito indispensabile dell’azienda agricola multifunzionale. La molteplicità dell’offerta cui si fa riferimento è infatti strettamente legata alla funzione dell’azienda, piuttosto che al settore e alle attività di specializzazione.

L’azienda agricola multifunzionale è quindi quella che esercita l’attività agrituristica e vende direttamente i propri prodotti, ma anche quella che svolge attività didattiche, cura e mantiene il verde pubblico, riqualifica l’ambiente, gestisce le aree venatorie e la forestazione, eleva il potenziale turistico di una determinata area e contribuisce allo sviluppo rurale del territorio.

Per approfondire: slideplayer.it/slide/605865


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