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Sud-Est Asiatico, obiettivo per la meccanica strumentale

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Non è più un optional, ma è diventata una vera necessità quella di diversificare sempre più l’export rispetto ai tradizionali Paesi-partner avanzati di sbocco, in direzione delle aree che crescono maggiormente e dove le potenzialità inespresse sono più alte: tra queste, spicca la regione Asean, ossia i 10 Paesi del sud-est asiatico (Thailandia, Indonesia, Filippine, Malaysia, Brunei, Vietnam, Cambogia, Laos, Singapore, Myanmar). il cui sviluppo medio annuale intorno al 5-6% l'anno si coniuga a una complessiva stabilità.

Anche alla luce delle tensioni commerciali innescate dall’America di Donald Trump, appare imperativo valutare le opportunità che offre l’Asia ed in particolare la regione del Sud-est asiatico, che conta da sola quasi 650 milioni di abitanti.

Il trend di incremento dell’interscambio è già evidente, ma ci sono tutte le condizioni perché possa accelerare, tanto più che l’Asean ancora conta solo per l’1,9% dell’export italiano.

Tra i settori più interessanti per il nostro sistema produttivo c’è anzitutto la meccanica strumentale, in quanto si tratta di Paesi che cercano di salire nella catena del valore e puntano sulla trasformazione delle materie prime. In secondo luogo, il comparto delle infrastrutture sta registrando un forte sviluppo, che può incontrare la tradizione expertise di imprese italiane sui grandi lavori e sprigionare eventuali sinergie con alcuni comparti del made in Italy. Spicca poi il settore dei consumi, nel contesto dell’espansione di una classe media che vuole certificare il nuovo status socioeconomico acquisito con l’acquisto e la fruizione di beni di importazione, non solo di lusso, come ad esempio l’intero sistema-casa italiano.

Nei 10 Paesi dell’Asean i punti di forza e le opportunità, dal punto di vista delle imprese italiane, superano di gran lunga i rischi e i punti di debolezza. Ma sono ancora troppo poche le nostre aziende che esportano ed operano in quei mercati. L’impegno di Associazione Internationalize è quello di accompagnarle, e di aiutarle a sfruttare quello che è un ambiente giuridico sostanzialmente favorevole in cui operare. Alcuni Paesi ex colonie europee, si basano su un modello di Civil Law, gli altri, a maggioranza musulmana, su un modello Muslim Law, ma con assoluta consuetudine alla cd. “lex mercatoria” internazionale. Tutti hanno una base giuridica “codicistica” che offre garanzie nell’applicazione delle norme e nei possibili contenziosi.