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Vietnam, la nuova frontiera per le imprese italiane

Investire in Vietnam

Il Vietnam rappresenta, nel panorama asiatico, una delle più interessanti occasioni di sviluppo e business per le aziende del nostro Paese interessate a intraprendere un processo di internazionalizzazione: flessibilità del mercato del lavoro, propensione al consumo, disponibilità tecnologica avanzata, incentivi e agevolazioni, non sono che alcune delle caratteristiche che rendono questo mercato attraente per gli operatori italiani.

Se alcuni osservatori definiscono il Vietnam quale “futuro punto nevralgico delle relazioni internazionali”, le alte potenzialità del Paese, tuttavia, non sono ancora sufficientemente note agli imprenditori italiani, così come non sono noti il suo originale percorso economico e le sue dinamiche commerciali, in un contesto di vertiginoso sviluppo.

Il modello di sviluppo del Vietnam è l’economia di mercato a orientamento socialista e il settore privato svolge un ruolo determinante nell'economia di questo Paese che è oggi ancora sostanzialmente rurale.

Il quadro macroeconomico appare ampiamente positivo, anche grazie al contenuto impatto che la recessione mondiale ha avuto sul Paese che ha un tasso di crescita del Pil pari al 6%  medi negli ultimi anni

Se oggi il Paese, ai vertici di crescita tra i paesi in via di sviluppo, può vantare una società flessibile, dinamica e prospera, nulla deve, per questo alla concezione assai diffusa in Occidente, di “miracolo economico”, poiché  l’interpretazione miracolistica di fenomeni economici non appartiene alla ricerca statistica.

 Il percorso vietnamita non ha nulla di miracolistico, né si è trattato di un traguardo legato alla casualità.

Al contrario, l’ottenuto successo si deve a specifiche norme applicate con rigore e determinazione, in un processo solo parzialmente simile a quello della Cina e delle altre “Tigri Asiatiche”.

 

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Richieste:

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- PRODOTTI AGRO ALIMENTARI (PASTA, OLIO, CONSERVE ALIMENTARI)

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- MACCHINE INDUSTRIALI IN GENERE

- PRODOTTI DEL LUSSO

 

QUADRO MACROECONOMICO

Nel corso dell'ultimo anno il PIL del Vietnam è cresciuto del 6,21%, poco meno del 6,68% registrato nell'anno precedente e del 6,7% programmato. Considerata tutta una serie di difficoltà interne e la situazione di incertezza globale, l’economia del Vietnam sta comunque dimostrando una buona capacità di tenuta, aiutata da una robusta domanda interna e da una produzione manufatturiera export-oriented. A parte la magra performance dell’agricoltura, penalizzata dalle calamità naturali che hanno colpito le principali aree produttive del Paese, gli altri settori dell’economia hanno fatto registrare buoni risultati a cominciare dalla sostanziosa crescita del 7,6% del comparto industriale e construzioni. Un forte contributo al PIL è venuto anche dal turismo (+6,6%) che, grazie all’introduzione dell’ingresso turistico senza visto entro i 15 giorni per i cittadini di alcune nazioni, tra cui l’Italia, ha fatto registrare il record di oltre 10 milioni di visitatori esteri.

Le prospettive nel breve-medio termine per il Vietnam restano molto buone perchè, avendo concluso diversi importanti FTAs che elimineranno barriere tariffarie con 55 Paesi partner, anche il ritiro degli Stati Uniti dal Trans-Pacific Partnership (TPP) non sembra costituire un fattore di preoccupazione. Infatti oltre al TPP, nei recenti anni il Vietnam ha infatti firmato accordi di libero scambio con l’Unione Europea e anche con l’Unione Economica Eurasiatica, con la Corea del Sud e con il blocco dei Paesi ASEAN. Il ritiro degli Stati Uniti dal TPP non avrà nell’immediato significativi effetti sul Vietnam ma neanche, come molti s’aspettano, implicherà un automatico rafforzamento delle relazioni commerciali con l’Unione Europea: secondo gli analisti, la potenza che guadagnerà di più dal colpo assestato da Trump al TPP sarà la Cina, che dall’accordo era rimasta esclusa, con gli USA che andranno alla ricerca di un accordo bilaterale.

IL VIETNAM E L'ITALIA

L’Italia, tra i Paesi europei, è uno dei principali partner commerciali del Vietnam. In base ai dati dell’ufficio statistico locale GSO, nel 2016 l’Italia è stata il quarto partner europeo per valore di interscambio, circa 4,7 miliardi di USD (4,1 nel 2015), dopo Germania, Olanda e UK ed il secondo Paese per valore delle esportazioni, circa 1,42 miliardi di USD, dopo la Germania. I principali prodotti esportati dal nostro Paese sono le macchine di impiego generale e speciale, il cuoio conciato e lavorato, valigeria, borse, pelletteria. Seguono, ma con valori più contenuti, i tessuti, prodotti chimici di base, fertilizzanti, medicinali e preparati farmaceutici, ecc. Inoltre, segnali promettenti si hanno per quanto riguarda le forniture di mobili, articoli di abbigliamento, carni lavorate, alimentari e vino che, sebbene ancora in fase incipiente, registrano una progressiva crescita.

La reputazione dell’Italia e dei marchi italiani in Vietnam è alta, anche se il livello di presenza italiana sul mercato non è paragonabile ad altri Paesi occidentali come Stati Uniti, Francia o Australia. Tuttavia, a parte pochissime eccezioni (come ad esempio Piaggio per gli scooter e Ariston per gli scaldacqua, molto popolari per via del forte presidio industriale e commerciale sul territorio), non c’e’ una conoscenza specifica dei prodotti italiani. In generale, anche se sono tanti i vietnamiti a cui interessano i prodotti italiani, sono ancora pochi quelli disposti ad acquistarli, perché li considerano troppo costosi o fuori dalla loro portata a causa del fatto che il marchio del made-in-Italy è collegato a concetti come ‘lusso’ e ‘prestigio’. Chi acquista brand italiani si trova prevalentemente nella fascia di popolazione a reddito medio-alto, con elevata capacità di spesa, che vive nei grandi centri urbani, soprattutto a Ho Chi Minh City e Hanoi.

La vendita di macchinari e di attrezzature, tecnologie e servizi di consulenza e di gestione collegati al rinnovamento del parco macchine e alla crescita dei settori industriali export-oriented del Vietnam e alla realizzazione di importanti progetti infrastrutturali continuano ad essere una fonte importante di attività commerciali di sicuro interesse per le PMI italiane.

Oltre ai settori del conciario-calzaturiero, tessile-abbigliamento, lavorazione della plastica e gomma, lavorazione legno e dei mobili, e della trasformazione alimentare, nei quali l’Italia già vanta una storica presenza in Vietnam con forniture di macchinari e tecnologie industriali di altissimo livello, promettenti opportunità per le nostre PMI sono offerte anche nei settori infrastrutture dei trasporti, aviazione, automotive e meccanizzazione agricola; nelle IT&C con tutte le sue applicazioni nei trasporti pubblici e smart city plan, nella pubblica amministrazione, e-government, e-commerce; anche nei settori oil&gas, produzione e distribuzione energia, rinnovabili e tecnologia per la protezione ambientale.

Opportunità anche nel comparto medicale, biomediacale e farmaceutico dove è elevata la domanda di attrezzature, apparecchiature e strumentazioni a tutti i livelli.

Sul fronte dei beni di consumo il mercato vietnamita continua ad ampliarsi, seguendo le dinamiche di crescita di una classe ricca e con elevatissimo potere d’acquisto. In particolare aumenta la richiesta dei beni di lusso, tra i quali uno spazio rilevante è occupato dai prodotti “Made in Italy”. Nei migliori centri commerciali di Ho Chi Minh City e Hanoi sono stati aperti diversi negozi di noti top brand italiani della moda, come pure showroom di altissimo livello dell’arredo e design di lusso italiano.

Per il settore food&beverage, si segnalano periodiche iniziative di promozione del vino italiano, in collaborazione con gruppi organizzati di aziende. Lo scorso novembre è stata organizzata una collettiva di 30 aziende, di cui 11 vitivinicole, provenienti da 20 regioni italiane, alla fiera Vietnam FoodExpo, alla quale l’Italia è stata invitata come Paese d’Onore dal Ministero vietnamita dell’Industria e Commercio.

Il consumatore vietnamita sta evolvendo in maniera correlata alla rapida crescita economica del Paese. Secondo recenti indagini di mercato, sembrerebbe che il prezzo non sia più il fattore di influenza principale sulle decisioni di acquisto dei consumatori vietnamiti. Con l’aumentare della capacità di spesa, sta crescendo la propensione per qualità, lusso e prodotti di marca superiori, mentre diminuisce la sensibilità al prezzo.

Per quanto riguarda la selezione del prodotto, i due principali elementi di influenza di scelta sono il ‘gusto’ per i generi alimentari e la ‘marca’ per i non alimentari. In particolare, la salute e il benessere sono emerse tra le priorità dei consumatori vietnamiti. Ora sono più cauti nella scelta di prodotti, alla ricerca di buona qualità e ingredienti sani. Quindi, i rivenditori che possono fornire garanzia di qualità e sicurezza potranno godere di un vantaggio competitivo nel mercato vietnamita.

 

In definitiva, si tratta di un Paese che offre indiscutibili opportunità legate ai bassi costi di produzione, alle politiche di incentivo agli investimenti stranieri, all’ampiezza della potenziale domanda interna di oltre 94 milioni di abitanti prevaletemente giovani, al progressivo aumento del reddito disponibile e della capacità di spesa, e non ultime alla stabilità politica e all’assenza di fenomeni terroristici.

Resta ancora da risolvere la continua evoluzione della normativa fiscale e commerciale, in combinazione con la sovrapposizione delle competenze tra ministeri, che si traduce spesso in una mancanza di trasparenza, uniformità e coerenza nelle politiche di governo e decisionale sui progetti,nonchè raggiungere un sostanziale rafforzamento sulle politiche di protezione della proprietà intellettuale.