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Sunday, 04 January 2015 17:40

La Business guide per Investire in TURKMENISTAN


Alcuni paragrafi dalla nostra Guida agli Affari in TURKMENISTAN:

 
"La repubblica del Turkmenistan è una repubblica presidenziale. Non sono previste figure quali il vice-Presidente o Primo Ministro. Il livello successivo del potere esecutivo è costituito da un certo numero di "ministri", ciascuno dei quali si occupa di una specifica area. Essi sono nominati dal presidente e possono essere rimossi in qualsiasi momento dallo stesso. Il più importante organo rappresentativo è l' Halk Maslahaty (il Consiglio del Popolo) ed è responsabile per adottare emendamenti costituzionali, trattati e referendum. E' presieduto dal Presidente e composto dal Consiglio dei Ministri, dagli Hakims (governatori e sindaci) di regioni, distretti e città, dai Deputati del Parlamento, dai Rappresentanti del Popolo [...]

L'unico presidente eletto in Turkmenistan è l'attuale presidente Saparmurad Niyazov. Prima della proclamazione dell'indipendenza (1991) era il segretario del Partito Comunista Turkmeno. Venne eletto per la prima volta nel 1992 presentandosi come candidato unico. Nel 1994 un referendum popolare estesa la durata della sua carica fino al 2002 e nel gennaio 2000 una variazione costituzionale lo proclama Presidente a Vita. Ha assunto il titolo onorifico di Turkmenbashi (Capo di tutti i Turkmeni) [...]

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Il  Paese possiede ricchi giacimenti di petrolio sulle sponde del Mar Caspio e soprattutto di gas naturale, di cui è il quarto detentore al mondo. A partire dalla metà degli anni Novanta del Novecento le autorità hanno deciso di espandere il mercato degli idrocarburi soprattutto verso i Paesi dell'Asia centrale (Turchia, Iran e Pakistan) allargando successivamente il raggio d'azione. Nel 2000 si è conclusa la costruzione del gasdotto diretto in Iran messo in funzione nel 1997; nel 2005 è stato completato il gasdotto che collega il Turkmenistan con l'Azerbaigian, parte del grande complesso che, attraverso la Georgia e la Turchia, giunge al Mediterraneo [...]

Il Turkmenistan ha un tasso fisso di imposta sul reddito delle società, al 20%, che comunque risulta notevolmente ridotto per le imprese che investono nel settore del gas e del petrolio. Inoltre, il Turkmenistan ha accordi sulla doppia imposizione con molti paesi europei, Stati Uniti, Cina, India e Giappone. Sotto questi trattati, gli imprenditori possono evitare completamente la ritenuta alla fonte sul rimpatrio degli utili. Rispetto ai paesi del mondo occidentale, il Turkmenistan risulta molto economico sotto ogni aspetto, dalla costituzione e amministrazione delle società fino al cibo, ai trasporti, alle utilities, agli affitti, ecc. 

Nel campo dell’industria manifatturiera si segnalano opportunità per il settore tessile, già sviluppato a livello strategico nei piani industriali dell’URSS fino alla fine degli anni Ottanta, ed il rinnovamento delle linee di produzione delle fabbriche tessili ereditate dall’Unione Sovietica costituisce quindi oggi una priorità per il Paese. Altro comparto promettente per l’export italiano di macchine e attrezzature è quello dell’agricoltura e della trasformazione alimentare, nel quale operano soggetti pubblici e privati di dimensioni diverse, dalle aziende agricole di proprietà direttamente o indirettamente statale fino alle microimprese individuali. Le prospettive di sviluppo riguardano oltre alla lavorazione anche il confezionamento e la conservazione delle derrate, anche in considerazione delle possibilità di export verso i Paesi limitrofi e la Turchia [...]"

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